Firmato contratto di lavoro 2022-2024
Firmato il Contratto di Lavoro 2022-2024: il punto dell’USIC sul rinnovo del Comparto Sicurezza
Dopo un lungo e articolato percorso negoziale, è stato ufficialmente siglato il Contratto di Lavoro per il triennio 2022-2024 relativo al personale non dirigente delle Forze di Polizia a ordinamento militare. Questa tornata contrattuale ha assunto una rilevanza storica fondamentale: per la prima volta dalla nascita della Repubblica, al tavolo delle trattative con il Governo e la Funzione Pubblica hanno seduto le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militare (APCSM), segnando il definitivo superamento della vecchia rappresentanza militare (Cocer) in favore di una reale tutela sindacale dei lavoratori con le stellette.
L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC), forte della sua ampia rappresentatività all’interno dell’Arma, ha partecipato attivamente a tutte le fasi del confronto. Il Segretario Generale Antonio Tarallo ha espresso un giudizio chiaro e senza sconti sull’accordo raggiunto, evidenziando i passi in avanti normativi ma anche i forti limiti economici imposti dalle risorse stanziate dall’esecutivo.
Di seguito vengono esposti i punti chiave, i nodi economici e le conquiste normative che caratterizzano questo rinnovo contrattuale.
Il Nodo Economico: risorse insufficienti a coprire l’inflazione
Il principale elemento di criticità sollevato dall’USIC riguarda lo stanziamento finanziario complessivo. Le risorse allocate dal Governo hanno coperto un incremento medio lordo pari a circa il 5,9%, a fronte di un tasso di inflazione reale (indice IPCA) registrato nel triennio che ha sfiorato il 16%.
- Aumento Netto Mensile: L’accordo si traduce in un incremento medio lordo Stato di circa 200 euro al mese che, al netto delle ritenute assistenziali, previdenziali e delle imposizioni fiscali di legge, comporta un beneficio reale per il personale di poco superiore ai 100 euro netti al mese.
- La questione degli arretrati: Gli arretrati spettanti per gli anni precedenti (2022 and 2023) risultano fortemente ridimensionati in busta paga. Questo perché la quasi totalità delle somme era già stata erogata e anticipata al personale nel mese di dicembre 2023 attraverso il meccanismo di incremento dell’indennità di vacanza contrattuale (pari a 6,7 volte il valore di base).
- Fondi per i Sindacati: un ulteriore punto di fermo dissenso da parte dell’USIC ha riguardato i tentativi di attingere alle risorse del fondo contrattuale per finanziare i distacchi e i permessi sindacali previsti dalla Legge 46/2022. Il Segretario Tarallo ha ribadito la ferma contrarietà a qualsiasi decurtazione dei fondi destinati alla specificità e al benessere del personale operante su strada.
Le rivendicazioni e i miglioramenti normativi
Se sul fronte strettamente economico i margini di manovra sono rimasti stretti a causa dei tetti di bilancio governativi, sul piano normativo e delle indennità accessorie USIC ha dato battaglia per ottimizzare ogni singola risorsa disponibile.
Le proposte e i tavoli di approfondimento guidati dal Segretario Generale si sono concentrati su:
- Indennità di specificità ed esterna: USIC ha richiesto continuità e potenziamento per i capitoli indennitari introdotti nei precedenti accordi (come i fondi già stanziati da 16 milioni di euro), insistendo per un’estensione delle tutele a chi svolge servizi esterni, di controllo del territorio e di ordine pubblico.
- Tutela della salute e benessere: Massima attenzione è stata posta sulle coperture assicurative per infortuni e sulla tutela legale e disciplinare del personale dell’Arma, elementi imprescindibili per garantire la serenità operativa dei Carabinieri quotidianamente impegnati nel contrasto alla criminalità.
- Riconoscimento dei sacrifici: Nel corso delle varie audizioni, i vertici sindacali hanno costantemente ricordato alle controparti governative che l’efficienza della sicurezza nazionale poggia interamente sui sacrifici personali, sui turni logoranti e sulla specificità del ruolo delle donne e degli uomini in divisa.
Il percorso continua: l’impegno dell’USIC
La firma del testo contrattuale 2022-2024 non rappresenta un punto di arrivo, bensì una tappa all’interno di una costruzione sindacale ben più ampia. USIC, pur avendo sottoscritto l’accordo per non privare il personale dei seppur minimi adeguamenti previsti, rilancia la sfida in vista dei prossimi appuntamenti legislativi e previdenziali.
Le sfide future rimangono chiare e vedranno il sindacato in prima linea:
- Rivendicare condizioni di lavoro più giuste e standard alloggiativi dignitosi nelle caserme.
- Esigere stanziamenti economici che salvaguardino concretamente il potere d’acquisto degli stipendi.
- Ottenere il pieno riconoscimento della funzione sindacale nei posti di lavoro, respingendo logiche burocratiche o tentativi di limitazione dell’attività di tutela.
Il cambiamento nell’Arma dei Carabinieri è iniziato e USIC continuerà a vigilare affinché la legge dello Stato e i diritti dei lavoratori vengano sempre anteposti a qualsiasi interpretazione restrittiva.
A questo link è possibile visionare l’intervento correlato del Segretario Generale Antonio Tarallo alla Funzione Pubblica: Intervento Tarallo Funzione Pubblica. In questo video del 27 novembre 2024, il Segretario Generale illustra i dettagli e le posizioni dell’USIC espresse direttamente dinanzi ai rappresentanti governativi durante le fasi cruciali della trattativa per il rinnovo del contratto 2022-2024.
Scarica il Contratto di lavoro 2022-2024 (PDF 7 MB)

