Sanità Militare: no a riforme che snaturino l’identità dei sanitari dell’Arma

“Si è svolto oggi, presso la Sala Colletti del Gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, un incontro promosso dal Presidente della IV Commissione Difesa, On. Antonino Minardo, finalizzato a raccogliere le osservazioni delle rappresentanze sindacali delle Forze Armate sullo schema di decreto legislativo relativo alla riforma della Sanità militare, di prossima discussione parlamentare. USIC conferma con fermezza la posizione già espressa in audizione al Senato: siamo favorevoli a un modello di Sanità interforze che punti al miglioramento dell’efficienza, alla razionalizzazione delle risorse e all’innalzamento della qualità dell’assistenza sanitaria per il personale militare. Tuttavia, non possiamo e non vogliamo accettare alcuna ipotesi che comporti lo svuotamento dell’identità e delle specificità dei sanitari dell’Arma dei Carabinieri che sono Carabinieri a tutti gli effetti, formati per operare in una struttura a ordinamento militare, inseriti in contesti operativi complessi e chiamati a garantire un presidio sanitario immediato e altamente qualificato su tutto il territorio nazionale. L’Arma ha bisogno di un servizio sanitario proprio, coeso e immediatamente attivabile, capace di rispondere con rapidità alle emergenze che ne caratterizzino quotidianamente la missione istituzionale. Qualsiasi riforma che indebolisca queste capacità operative rappresenterebbe un arretramento in termini di sicurezza ed efficacia. USIC parteciperà al confronto normativo con spirito costruttivo, ma con assoluta fermezza ribadiamo che la tutela dello status giuridico, dell’identità e delle competenze dei sanitari Carabinieri non è negoziabile. È una questione di dignità professionale, di storia dell’Istituzione e di servizio ai cittadini”.

Così, in una nota, Antonio Tarallo, Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri

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